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malassorbimento nel cane

  • Il malassorbimento nel cane: che cos’è?
  • Quali sono le cause di malassorbimento nel cane?
  • Sintomi e segni clinici: cambiamento dell’appetito e dell’aspetto delle feci.
  • Diagnosi: analisi specifiche per il  malassorbimento nel cane (TLI, FOLATI, COBALAMINA).
  • Terapia: alimentazione in corso di malassorbimento nel cane, e qualche piccolo segreto sui rimedi naturali.

Il malassorbimento nel cane consiste in una mancata assimilazione dei nutrienti introdotti con l’alimentazione che nel corso del tempo porta a debilitazione dell’animale. Le cause possono essere legate a cattiva digestione (carenza di enzimi digestivi), o ad alterazione della mucosa intestinale, che provoca problematiche nello step successivo, ovvero quello dell’assorbimento delle sostanze nutritive (acidi grassi, amminoacidi, zuccheri). Adesso elencheremo tutte le cause che possono essere legate al fenomeno del malassorbimento nel cane.

 

  PROBLEMI DIGESTIVI: 

  • insufficienza pancreatica esocrina
  • colestasi epatica (problematiche legate al corretto svuotamento della cistifellea).

                     

    PROBLEMI DI ASSORBIMENTO :

  • Atrofia dei villi intestinali:

    Ricordiamo che i villi intestinali sono delle estroflessioni della mucosa intestinale che aumentano la superficie e sono direttamente implicati nell’assorbimento dei nutrienti. Questi possono andare incontro ad atrofia con perdita di superficie intestinale e conseguente comparsa della sindrome da malassorbimento nel cane. Questa può essere legata a malattie infettive virali come rotavirus, coronavirus o parvovirus, che lesionano la mucosa intestinale provocando forti scariche di diarrea, oppure può essere legata ad intolleranze alimentari al frumento, proprio con lo stesso meccanismo della celiachia nell’uomo. In quest’ultimo caso c’è da tenere in considerazione una forte predisposizione genetica nel Setter Irlandese. Gli animali che da giovani sono stati affetti da patologie virali in forme gravi come quelle che abbiamo elencato sopra, possono risentire anche da adulti, di malassorbimento, legato alla presenza di villi intestinali ridotti di dimensioni e non funzionanti.

 

  • Parassiti intestinali:

    Coccidi, Cryptosporidium, Giardia, ascaridi o tenie, che determina uno scarso accrescimento soprattutto nei cuccioli (cane e gatto), a causa di meccanismi differenti e specifici per ciascun parassita. Sappiamo che gli ascaridi sono vermi presenti nella maggior parte dei cuccioli, ma anche gli adulti possono reinfestarsi periodicamente. Questo si verifica soprattutto durante i periodi più caldi dell’anno, andando incontro a perdita di peso importante e mantello scadente, a causa della diarrea , e al fatto che questi parassiti intestinali assorbono buona parte delle sostanze nutritive.

 

  •  Iperproliferazione batterica dell’intestino tenue

     Normalmente la popolazione microbica dell’apparato digerente viene controllata da numerosi meccanismi. Una iperproliferazione batterica può essere indice di disordine intestinale. Le cause possono essere:  alterata produzione di enzimi digestivi (insufficienza pancreatica esocrina), assunzione di sostanze nocive o irritanti, stasi intestinale, mancata regolarità (stipsi), stati infiammatori provocati da una errata alimentazione. Esiste inoltre un’ultima possibilità che corrisponde ad una forma idioptaica (senza causa definita), chiamata antibiotic responsive diarrhea (ARD), in cui la proliferazione batterica non sembra avere una causa nota. In queste forme è presente diarrea cronica e dimagramento, ipovitaminosi e ipoprotidemia. Tale forma può essere controllata soltanto tramite l’utilizzo di antibiotici specifici a vita, che vanno effettuati a cicli ripetuti. Gli antibiotici utilizzati a tale scopo agiscono esclusivamente a carico del lume intestinale e non hanno assorbmento sistemico. 

 

  • Malattia intestinale infiammatoria idiopatica o IBD

     Con IBD ci si riferisce ad un importantemalassorbimento nel cane gruppo di patologie croniche infiammatorie e idiopatiche gastrointestinali, caratterizzate da cellule infiammatorie a livello della mucosa dell’intestino. Idiopatico è un termine per descrivere una patologia di cui non si conoscono le cause. Ovviamente prima di fare diagnosi di IBD occorre escludere tutte le altre cause sottostanti. Le forme di IBD sono varie, la più frequente è l’enterite linfoplasmacellulare. Poi abbiamo la gastroenterite eosinofilica, e l’enterite granulomatosa chiamata erroneamente  morbo di Crohn nel cane, perché simile allo stesso morbo  nell’uomo. Anche se l’origine di tale malattia idiopatica non è molto chiara, ad oggi si ritiene che il fenomeno sia di natura immunitaria. 

 

  • Linfangectasia:

    Caratterizzata da disfunzione e dilatazione dei vasi linfatici intestinali, che perdono la capacità di assorbimento delle sostanze nutritive. Può essere un disordine primario/congenito con segni clinici presenti dalla nascita, oppure secondario, legato ad ostruzione dei linfatici intestinali o aumento della pressione in questi ultimi ( processo infiammatorio o neoplastico, ostruzione dotto toracico o insufficienza cardiaca destra).

 

  • Neoplasia intestinale:

    Linfoma alimentare, adenocarcinoma, mastocitoma e leiomioma.

  • Patologie congenite idiopatiche

    Inspiegabili scientificamente, per cui si verifica un difetto nell’assorbimento ileale. Le razze da tenere in considerazione sono Schnauzer gigante, Collie e Beagle.

                             

SINTOMI E SEGNI CLINICI                                 

malassorbimento nel cane

Le manifestazioni cliniche del malassorbimento nei nostri amici a quattro zampe sono generalmente diarrea, perdita di peso e alterazioni dell’appetito.

Gli animali affetti da tale patologia si presentano spesso in salute, vivaci e con buon appetito, anche se il loro peso tende a calare ogni giorno di più. La fame intensa è legata alla carenza di sostanze nutritive, e si manifesta anche con coprofagia (assunzione di feci proprie o di altri animali). Il paziente risulta essere particolarmente abbattuto e depresso soltanto quando è alquanto malnutrito o sviluppa ipoprotidemia a causa dell’avanzare della malattia. Soltanto nei casi di neoplasia o di forti forme infiammatorie si può arrivare ad un rifiuto del cibo. Un altro sintomo è quello dei borborigmi intestinali e della flatulenza, ovvero brontolii provocati dalla presenza di gas nel lume dell’organo. Quest’ultima è associata alla fermentazione batterica che in questi soggetti diarroici è spesso presente a causa di alterati equilibri della flora microbica intestinale.                       

         Parliamo invece della diarrea, che assume caratteristiche specifiche.

                                

Nelle forme di malassorbimento nel cane in genere si parla di diarrea osmotica, in quanto le sostanze nutritive che permangono nel lume intestinale richiamano acqua, e vengono eliminate come tali. Nella maggior parte dei casi compaiono feci gialle, abbondanti, emesse con frequenza elevata durante la giornata, di consistenza poltacea e raramente liquida. A causa dell’alto contenuto lipidico nelle feci, quando rimosse dal pavimento lasciano spesso un alone evidente. In questo caso si parla di steatorrea.

DIAGNOSI DI MALASSORBIMENTO NEL CANE                        

Quando il nostro animale va incontro a perdita di peso a vista d’occhio, e dalla storia clinica risulta quanto detto in precedenza, il veterinario inizierà ad effettuare una serie di analisi, prima semplici e generiche, e poi più approfondite. Gli esami routinari che permettono di escludere molte cause sono: biochimico clinico, emocromo, esame delle urine, coprologico, esami di funzionalità epatica, ecografia addominale e test endocrinopatie più frequenti. Il cortisolo basale è uno dei parametri che deve sempre essere controllato in corso di diarrea, perchè alle volte alterazioni del tratto gastro-enterico e mal digestione possono essere collegate a scarsa produzione di cortisolo prodotto dai surreni.  

 

Il biochimico effettuato tramite le analisi del sangue sarà molto utile ad indirizzarci verso una diagnosi. Uno dei parametri che andiamo subito a valutare sono le proteine plasmatiche. Se queste sono tendenzialmente bassa significa che l’infiammazione del tratto gastro-enterico inizia ad essere importante. Inoltre una volta escluse molte variabili che ci permettono di capire se l’animale è affetto da parassiti intestinali, malattie infettive, endocrine o altro, si procede proprio con delle analisi specifiche per il malassorbimento. Queste si compongono di tre parametri, che se pur pochi, ci permettono, in base al loro aumento o diminuzione, di comprendere molte cose.

  • Iniziamo dal TLI plasmatico: è un indice di funzionalità pancreatica esocrina, dato che permette di valutare la quota di tripsina prodotta da quest’organo.  Più nello specifico i livelli di TLI circolanti indicano la quantità di tessuto pancreatico funzionale “sano”. Una riduzione notevole di questo valore sotto i 2.5 μg/l nel cane è considerato di significato diagnostico per l’insufficienza pancreatica esocrina. Generalmente questa forma di malattia può essere conseguenza di due eventi: ATROFIA ACINOSA PANCREATICA e PANCREATITE CRONICA. La prima è legata alla distruzione selettiva delle cellule del pancreas da parte del sistema immunitario. Colpisce generalmente animali giovani e presenta una predisposizione di razza: Pastore tedesco e Pastore scozzese sono le più soggette. La seconda si verifica soprattutto nei cani più anziani.

 

  • La cobalamina o vitamina B12 (origine alimentare) è un’altro parametro importante per la diagnosi di malassorbimento nel cane. Assorbita a livello dell’ileo (terzo tratto dell’intestino tenue) grazie al fattore intrinseco prodotto dal pancreas esocrino, viene spesso utilizzata anche dai batteri per il loro metabolismo. Un dismicrobismo dato da una alterazione della parete intestinale, può essere legato alla stessa insufficienza pancreatica esocrina o ad altri fattori. In tal caso la Cobalamina potrà risultare dalle analisi ridotta, e può essere indice di: iperproliferazione batterica (o SIBO), di lesioni a carico della superficie assorbente dell’ileo oppure di insufficienza pancreatica e quindi carenza del fattore intrinseco.

 

  • I folati o acido folico (origine alimentare) sono gli ultimi valori da osservare. Questi vengono assorbiti soprattutto a livello del duodeno (primo tratto dell’intestino tenue). Al contrario della cobalamina i folati vengono prodotti dal metabolismo batterico, quindi in corso di dismicrobismo i folati saranno aumentati. Inoltre più il Ph intestinale è acido e più i folati vengono assorbiti, quindi anche in corso di eccessiva acidità i folati potranno essere aumentati. I folati saranno invece ridotti in caso di alterazione della mucosa intestinale che ne altera l’assorbimento.

In base alla variazione di questi tre parametri potremo fare considerazioni diverse:

1- Se il TLI è normale, la cobalamina è ridotta e i folati aumentati ci troviamo difronte ad una iperproliferazione batterica non legata a disfunzione pancreatica.

2- Se è ridotto il TLI invece ci troviamo di fronte ad una insufficienza pancreatica esocrina e quindi ad un deficit di funzionalità pancreatica.  Un consiglio sarebbe quello di fare almeno 2 analisi a distanza di tempo per confermare il valore, perchè l’attività pancreatica oscilla nel corso dei giorni.

(La riduzione del TLI può determinare o meno la variazione di folati e cobalamina, dato che come già detto in precedenza, l’insufficienza pancreatica può creare un disequilibrio della flora microbica intestinale.  Trovare TLI ridotto, cobalamina ridotta e folati aumentati è un classico profilo da malassorbimento, ma come è ben noto in medicina i quadri possono essere spesso variabili e molto diversi da quello che ci aspettiamo). 

3- Se il TLI è normale, cobalamina e folati sono entrambe ridotti può essere legato ad un malassorbimento primario, ad una IBD o ad una forma neoplastica. Tutte e tre queste condizioni agiscono primariamente sulla parete intestinale impedendo il passaggio e l’assorbimento sia della cobalamina che dei folati.

4- Un TLI aumentato invece è sempre indice di una infiammazione del tratto gastro-enterico.

 

 

                                                TERAPIA 

 

Una volta effettuata la diagnosi di malassorbimento nel cane ciò che deve essere curata è la causa alla base di questo (dismicrobismo, parassiti, IBD, insufficienza pancreatica etc..).  Ogni patologia richiede un’intervento diverso.

In caso di insufficienza pancreatica ci si concentrerà sull’alimentazione e sulla somministrazione di alcuni enzimi pancreatici a vita. Generalmente si utilizza l’estratto pancreatico essiccato, distribuito sul cibo nella dose di un cucchiaino a pasto. Nel caso in cui il deficit di cobalamina è molto elevato e non migliora con il tempo, questa può essere somministrata per via  parenterale (iniettiva).                                                                                                                                    

 MALASSORBIMENTO CANE ALIMENTAZIONEmalassorbimento nel cane

In caso di insufficienza pancreatica si può mantenere la stessa linea alimentare di sempre. Solo se il soggetto non migliora come sperato si può cambiare la dieta, optando per alimenti a digeribilità molto elevata e con basso tenore di grassi. Limitare i lipidi infatti aiuta molto la digestione e richiede meno impegno da parte del pancreas. Se in concomitanza è presente iperproliferazione batterica si utilizzano degli antibiotici per 1-3 settimane.

 

MALASSORBIMENTO CANE RIMEDI NATURALI

In caso di insufficienza pancreatica esocrina come scritto sopra, la terapia d’elezione consiste nella somministrazione di estratto pancreatico essiccato, che generalmente è di origine suina o bovina. Ovviamente questo prodotto deve essere comprato in farmacia e può essere molto costoso. Un tentativo che possiamo fare a casa è quello di comprare in macelleria pancreas crudo sminuzzato di bovino o suino, ma per le quantità da somministrare occorre assolutamente consultare un veterinario.

Ricordiamoci che agire di testa propria è un atteggiamento di puro egoismo, e che può nuocere gravemente alla salute del nostro cane. Ogni animale merita l’occhio attento di un veterinario, che con la sua esperienza saprà individuare la diagnosi corretta e stabilire la terapia adeguata.   

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