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  • Occhio a ciliegia: che cos’è e perchè si verifica?
  • Intervento chirurgico: in cosa consiste?
  •  Costo operazione occhio a ciliegia: è un intervento molto dispendioso?
  • Qual’è la prognosi dopo l’intervento chirurgico dell’occhio a ciliegia?
  • Qual’è la differenza tra occhio a ciliegia e prolasso della terza palpebra stessa?
  • E’ previsto un riposizionamente della terza palpebra nel cane? 

 

ANATOMIA DELL’OCCHIO DEL CANE E DEL GATTO

 A livello della porzione mediana dell’occhio,occhio a ciliegia dove si unificano le palpebre (fornice) è situata una membrana degli occhi. Il suo nome è membrana nittitante o terza palpebra, che ha la funzione di protezione dell’occhio e lubrificazione, con spandimento del film lacrimale su tutta la superficie sclerale. La terza palpebra è visibile nell’immagine sottostante a livello dell’occhio destro del gatto. Annessa a terza palpebra gattoquesta membrana costituita in parte di cartilagine, è presente  una ghiandola lacrimale, che si occupa in buona parte della produzione del film lacrimale, e che prende il nome di ghiandola della terza palpebra

Alle volte la ghiandola lacrimale della terza palpebra può prolassare determinando la comparsa del tipico occhio a ciliegia o ‘’cherry eye’’, oppure può infiammarsi aumentando molto di dimensioni per l’edema infiammatorio, e protrudere all’esterno. Il prolassoocchio a ciliegia della ghiandola si verifica forse a causa della lassità del tessuto connettivale che la circonda, legato ad un difetto genetico. Infatti attorno a quest’ultima è appunto presente del tessuto fibroso che la tiene in sede. L’occhio a ciliegia è quindi un modo semplificato di chiamare il prolasso della ghiandola della terza palpebra. Quando la ghiandola fuoriesce dalla sua sede, appare come una formazione rossa tondeggiante gonfia e tesa posizionata nel punto di unione tra le due palpebrale. E’ una condizione generalmente monolaterale, ma è possibile che il difetto sia presente anche a carico dell’altro occhio e che si verifichi la fuoriuscita della ghiandola lacrimale anche da quest’altro entro 1-3 mesi. La fuoriuscita della ghiandola della terza palpebra può determinare la comparsa di problemi all’occhio, con irritazione della sclera e conseguente congiuntivite nel cane, occhio rosso, lacrimazione, blefarospasmo e grattamento compulsivo.

La risoluzione dell’occhio a ciliegia o ’cherry eye’ vede la necessità di un intervento chirurgico nella maggior parte dei casi.

QUALCUNO HA RISOLTO IL PROLASSO DELLA GHIANDOLA DELLA TERZA PALPEBRA SENZA CHIRURGIA?

Per capire quale sia la via risolutiva dell’occhio a ciliegia occorre capire quali sono le cause che ne determinano la comparsa. L’esatto meccanismo per cui si verifica non è ancora chiaro.  Come abbiamo detto può essere accompagnato da lassità dei tessuti connettivi circostanti a causa di un difetto genetico, oppure da un fenomeno infiammatorio che ne determina l’aumento delle dimensioni per l’edema.  Se il processo infiammatorio regredisce la ghiandola della terza palpebra può ritornare anche nella sua posizione di origine dopo qualche tempo senza necessità di effettuare un intervento chirurgico.  Quando l’aumento di dimensioni è importante però la protrusione è continua, il tessuto esposto diventa soggetto ad abrasioni e ad essiccamento con conseguente occhio rosso per l’eritema e peggioramento della situazione. In questo caso è necessario pensare alla chirurgia.

ALCUNE RAZZE SONO PIU’ PREDISPOSTE?

La comparsa dell’occhio a ciliegia è più frequente all’età di 3-6 mesi ed entro il primo anno di vita. L’occhio a ciliegia colpisce in particolareocchio a ciliegia alcune razze, quali Bulldog Francese, Bulldog inglese, Cocker spaniel, ma soprattutto cani appartenenti a razze di taglia grande come Alani, san Bernardo, Weimaraner, Terranova, cane Corso, Boxer, mentre è rara nel gatto. Quindi l’idea è che questa lassità dei tessuti che circondano la ghiandola lacrimale sia di origine genetica. Sarebbe utile una volta portato l’animale dal veterinario, di effettuare il test di Schirmer per valutare la quantità di lacrimazione dell’occhio. Dato che questa  ghiandola è importante per la produzione del film lacrimale, non deve essere rimossa chirurgicamente, altrimenti si rischia di andare a creare un grave danno all’occhio, come la comparsa di una cheratocongiuntivite secca.

DIAGNOSI

La diagnosi è molto semplice, perché una volta portatoocchio a ciliegia il cane dal veterinario sarà facile per lui capire di che patologia si tratta, soprattutto se l’animale presenta meno di un anno di età. Se invece il soggetto è anziano si potrebbe pensare anche a qualcos’altro, come una neoformazione. In tal caso il veterinario potrebbe proporre il campionamento per ago aspirato o biopsia, per valutare il tessuto che la compone. Comunque l’occhio a ciliegia come detto in precedenza si presenta di colore rosso ciliegia, con superficie lucida per il film lacrimale, uniforme e liscia, con dimensione simile a quella di un’oliva.

TERAPIA MEDICA OCCHIO A CILIEGIA

L’unica cosa che possiamo fare per un occhio a ciliegia è il lavaggio di questo con della soluzione fisiologica, e l’ applicazione di colliri che riproducono il film lacrimale, antibiotici ed antinfiammatori per evitare che si verifichi una sottostante congiuntivite. La terapia medica può essere svolta qualche giorno prima dell’intervento chirurgico per ridurre l’infiammazione e far sgonfiare la ghiandola,  facilitando il riposizionamento di questa.

INTERVENTO OCCHIO A CILIEGIA

L’intervento di riposizionamento della ghiandola consiste nel riportarla all’interno della tasca bulbare e di ancorarla alla base dell’occhio, oppure dopo averla riposizionata ridurre i tessuti in modo da impedirne una ulteriore fuoriuscita. Ovviamente l’intervento richiede l’anestesia generale e il cane dovrà essere intubato e provvisto di monitoraggio anestesiologico come nell’immagine sulla destra.  Generalmente per riposizionarla si deve creare una tasca chirurgicamente, nella parte interna della palpebra inferiore, e poi una volta creata si spinge la ghiandola all’interno e si suturano tra loro i tessuti soprastanti della palpebra. Ci sono varie tecniche per effettuare questo, l’unico pericolo è quello di danneggiare la sclera durante l’intervento.  Ecco qui sotto un video dimostrativo di alcune delle procedure svolte durante l’intervento chirurgico. 

COSTO OPERAZIONE OCCHIO A CILIEGIA

Il riposizionamento dell’occhio a ciliegia è un’intervento chirurgico apparentemente semplice, ma abbastanza indaginoso, che generalmente viene svolto dall’oculista o dal chirurgo, se pratico del tipo di operazione. Dura generalmente 20 minuti, ma con l’induzione per l’anestesia generale e la preparazione del campo operatorio ci vuole almeno un ora. Purtroppo l’intervento dell’occhio a ciliegia è abbastanza costoso. Si aggira intorno ai 300-400 euro, con oscillazioni in base al tipo di veterinario a cui ci si rivolge.

PROGNOSI 

Dopo il riposizionamento della ghiandola lacrimale,occhio a ciliegia il cane ritornerà presto alla normalità, con scarso rischio di recidiva locale. L’unico problema è che l’occhio a ciliegia potrebbe comparire dal lato opposto, dato che evidentemente il soggetto è caratterizzato da lassità dei tessuti connettivali dell’occhio. Per scongiurare questo rischio, durante l’intervento per l’occhio a ciliegia si possono aggiungere dei punti di sutura alla base dell’occhio sano, nella parte interna della palpebra, per rendere più resistenti i tessuti e cercare di impedire il prolasso della ghiandola lacrimale. Ovviamente subito dopo l’intervento quello che si potrà notare a livello dell’occhio del cane sarà la presenza di edema dei tessuti che circoscrivono la cornea. Questi tenderanno a sgonfiarsi con il passare del tempo e con l’utilizzo di colliri antibiotici e antinfiammatori. Dalle immagini sottostanti possiamo vedere un occhio di Boxer prima e dopo la chirurgia.

occhio a ciliegia

Ora vediamo un po’ di mettere chiarezza tra il prolasso della ghiandola della terza palpebra, che porta alla comparsa dell’occhio a ciliegia o ’cherry eye’ e il prolasso della terza palpebra che è invece un’altra struttura anatomica dell’occhio. 

IL PROLASSO DELLA TERZA PALPEBRA

Si tratta di una condizione alquanto diversa dalla comparsa di un occhio a ciliegia. La terza palpebra o membrana nittitante, è una membrana costituita da una struttura di cartilagine ricoperta da congiuntiva sia esternamente che internamente, come visibile nell’immagine a destra. Il suo movimento è passivo, quindi totalmente involontario, e generalmente copre l’occhio quando l’animale abbassa la palpebra. Il prolasso di questa è generalmente legata ad un problema di ordine neurologico, o ad una riduzione di dimensione del bulbo oculare che non permette più alla terza palpebra di rimanere al suo posto. Può essere associata anche a patologie gastroenteriche nel gatto, come forme linfomatose o infiltrative intestinali.  

TERZA PALPEBRA CANE ARROSSATA

Generalmente la terza palpebra presenta delle pigmentazioni più scure sul margine, che la proteggono rendendola più resistente. In alcuni soggetti è possibile una scarsa pigmentazione della terza palpebra che invece di essere bruna é  biancastra. In tal caso la congiuntiva dell’occhio può darci l’impressione di essere arrossata ed infiammata, ma in realtà é soltanto un effetto ottico. A darci l’idea ancora di più che si tratti di congiuntivite subentra la lacrimazione. Se la lacrimazione e la presenza di materiale nell’occhio é presente durante il periodo primaverile/estivo probabilmente ci troviamo di fronte ad una congiuntivite follicolare. Questa corrisponde ad una reazione del sistema immunitario dell’occhio ad alcuni agenti esterni come polveri, pollini o altro, ma niente di riconducibile ad una infezione batterica che richieda l’utilizzo di colliri antibiotici. Quando l’animale é giovane si attende infatti la maturazione del sistema immunitario, mentre nel soggetto anziano si tratta mediante cortisonici. 

RIPOSIZIONAMENTO TERZA PALPEBRA CANE

Il semplice prolasso della terza palpebra come abbiamo detto è collegato ad altre patologie, quindi la risoluzione la avremo risolvendo le patologie che ne sono alla base. Non è previsto un intervento chirurgico per il riposizionamento della terza palpebra. 

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